notte

Tartufaio di giorno o di notte?

Tartufaio di giorno o di notte?

Perché cercarli di giorno?                                                        

Vi sono tartufai che mai accetterebbero di praticare la ricerca durante la notte. Costoro appartengono alla schiera di ricercatori che amano la fase di attività condotta dal cane, almeno quanto il ritrovamento del tartufo. L’oscurità della notte li priverebbe proprio di quei momenti, per loro insostituibili, che può donare l’animale quando, incitato, ripercorre la tartufaia fiutando ogni centimetro di terreno per fermarsi, indeciso, su ogni odore e poi riprendere la ricerca sino a che, in un punto preciso, muoverà una zampa appena a scoprire il terreno, lo fiuterà più eccitato, comincerà a scodinzolare e, dopo un attimo, che parrà un eternità, inizierà a raspare freneticamente. Questo cercatore troverà forse qualche tartufo in meno, ma sarà ricompensato dall’osservazione del comportamento del proprio cane. La sua meticolosità lo porterà a coniare frasi fatte, anche banali, che userà sempre e solo quando il cane si troverà a lavorare su un’area che gli garantisca buone probabilità di ritrovamento del tartufo; il cane impiegherà poco a capire che quelle parole sono il segnale per intensificare gli sforzi di ricerca. Studierà le abitudini, anche le più insignificanti, del proprio cane; gli lascerà il tempo di “entrare in possesso” del territorio attraverso il contatto con gli odori lasciati dagli altri cani,prima di incitarlo alla ricerca; così facendo, imparerà aconoscerlo sempre meglio, distinguendone i difetti ei pregi e perfezionandolo di volta in volta. Tali cercatori sono veri e propri cinofili ed il loro amore verso il lavoro svolto dal cane non è mai disgiunto dall’amore per l’animale; così, spesso più di altri, riescono a creare quel profondo rapporto biunivoco tra uomo e cane che, come si è detto, è base dei buoni risultati ottenuti nella ricerca del tartufo

Perché cercarli di notte?

Vi sono tartufai che si dedicano alla ricerca esclusivamente durante le ore notturne. Le ragioni sono molteplici: inanzitutto la necessità di mantenere segrete le località conosciute. Per fare ciò il tartufaio evita addirittura di accendere la torcia elettrica per seguire i sentieri: l’oscurità tradirebbe il fascio di luce anche a notevole distanza. Si fiderà soltanto della propria conoscenza dei luoghi: chinandosi all’ombra, appena accennata, di un ramo all’altezza del viso o scavando una buca che solo la sua memoria riconosce. Seguirà il fruscio del cane tra i cespugli, distinguendone appena la pelliccia e, quando l’animale comincerà a raspare, lo fermerà e accenderà la pila concentrando il fascio di luce sul punto dello scavo, fino a quando avrà individuato la “preda”. Poi spegnerà la pila e procederà a tentoni con le dita, sino a toccare il tartufo. Quindi ricolmerà la buca, usando le precauzioni del caso per non lasciar tracce. Vi sono notti in cui il chiarore lunare faciliterà il tartufaio,altre in cui la pioggia e l’oscurità gli faranno maledire la ricerca del tartufo; ma proseguirà ugualmente, inzuppato e infangato, fino all’alba. Un altro motivo che spinge il cercatore ad agire nelle ore notturne è senz’altro l’ansia di precedere la concorrenza. Inutile negare che l’antagonismo fra ricercatori è abbastanza acceso, soprattutto dove esistono tartufaie naturali la cui presenza è conosciuta da più ricercatori e, ancor più, se tali tartufaie si dimostrano ottime produttrici. Ma la ragione per cui spesso si preferisce la ricerca notturna, è legata al tasso di umidità dell’aria, caratteristica questa che è propria delle ore che precedono l’alba. In tali condizioni l’olfatto del cane trarrà particolare beneficio ed anche l’emanazione più lieve potrà essere colta con facilità. Inoltre, essendo trascorse ormai diverse ore dal particolare passaggio di altri cani, i segnali territoriali lasciati da questi saranno più attenuati; ciò eviterà distrazioni dell’animale consentendogli di mantenere una maggiore concentrazione durante la fase di ricerca.

FOTNTE: rivista trimestrale il tartufaio italiano

Lascia un commento