La consanguineità nell’allevamento dei cani da tartufo

Ad oggi l’unica razza riconosciuta ufficialmente per il lavoro di cerca dei tartufi, è come tutti sappiamo il Lagotto Romagnolo. Questo è dovuto al fatto che chi ha recuperato la razza ha fatto un lavoro di selezione mirato allo svolgimento di questo compito.  Fatte alcune eccezioni, come nel caso del cane nero Valnerino  nessun altra razza sarà mai allevata ufficialmente per la cerca dei tartufi se non “inciampando”, come ha fatto il Lagotto, in situazioni tali da non poterlo più impiegare per la caccia.

Quindi, a prescindere dalla passione, professionalità ed esperienza di un allevatore chi,attualmente, vi vuole vendere un Bracco- Pointer, Cocker, Breton ecc  da tartufi con i famosi genitori OTTTIMI CAVATORI sta semplicemente esprimendo la propria opinione.

Fatta questa dovuta premessa, possiamo  addentrarci nella celebre, quanto discussa  consanguineità  nell’allevamento di cani. Da sempre fonte, nella cinofilia, di miti e leggende

 

Praticata volontariamente nell’allevamento, la consanguineità consiste nell’allevare cani con legami familiari più o meno stretti: genitore e figlio, fratello e sorella, cugini… Tale pratica mira ad ottenere sempre più individui “perfetti” eliminando i difetti e migliorando le qualità di generazione in generazione, in modo da produrre animali sempre più vicini agli standard della razza.

Questa è una forma di eugenetica poiché questa consanguineità forzata artificialmente mira a migliorare il patrimonio genetico di una razza o di una linea secondo criteri arbitrari che non hanno nulla a che fare con la conservazione del specie.

Eseguita secondo gli standard di bellezza e temperamento specifici di ogni razza, la consanguineità canina è un mezzo per dare priorità all’una o all’altra linea in termini di qualità e “purezza” genetica. Se il fine principale è quello di ottenere individui vicini alla perfezione per migliorare la razza in generale, si tratta in effetti di una competizione che si gioca nell’ambiente di allevamento per questioni di notorietà e non necessariamente per il benessere degli animali. Questo processo di selezione può diventare dannoso causando problemi di salute. 

Gradi di consanguineità nei cani

In genere sono due le forme principali di consanguineità praticate negli allevamenti di cani:

    • La consanguineità in linea, facendo accoppiare due cani con una stretta relazione familiare, ad esempio un fratello e una sorella, una madre e un figlio, uno zio o zia e i suoi nipoti…

 

  • Consanguineità in linea collaterale, o inbreeding ampio, che consiste nel riprodurre due individui con un antenato comune più distante come ad esempio un nonno e sua nipote, una nonna e suo nipote, cugini…

Esiste anche un allevamento esterno, in cui non è presente parentela tra i genitori, ma la logica di selezione viene ugualmente attuata poiché l’allevatore chiamerà un altro allevatore per l’accoppiamento (o l’inseminazione artificiale) per cercare di migliorare la purezza della cucciolata.

Per approfondire l’argomento : Quali sono le conseguenze della consanguineità nei cani?