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Il drago e il tartufo: la leggenda di San Leucio

Il drago e il tartufo: la leggenda di San Leucio

Tanto tempo fa un terribile drago mangiatore di uomini, dominava la valle paludosa del fiume Sangro e impendiva agli abitanti di due nuclei abitativi limitrofi, Ate e Tixa di unirsi.I cittadini, stanchi e impauriti, decisero di rivolgersi al vescovo di Brindisi, San Leucio, già esperto di draghi, per liberarsi da quella prigionia.

La leggenda tramanda infatti che il vescovo, guardò dritto negli occhi l’infausta creatura e le ordinò di inginocchiarsi: la creatura, domata, si lasciò incatenare e fu trasportata nel centro del villaggio e lasciata preda della curiosità della gente. Tutti volevano vedere il mostro che tante vite aveva distrutto.

Sette giorni passarono prima che il mostro venne ucciso. Sul posto dove era situata la caverna del drago, fu eretta in onore del liberatore San Leucio, una cattedrale, che al suo interno custodisce ancora oggi una costola della bestia.  Il nero sangue che sgorgava copioso dalle ferite fu raccolto in vasi e regalato alle persone per scopi apotropaici e medicinali.Tutto il resto fu inghiottito dalla terra che generò tartufi

fonte: TartufoDelDrago


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