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Tartuficoltura: Come micorizzare le piantine in casa

I metodi utilizzabili per la micorizzare le piantine in casa sono 2:

  • Inoculazione sporale;
  • Approssimazione radicale.

Vediamo nel dettaglio entrambe le tecniche.

Inoculazione sporale

L’inoculazione sporale è una delle tecniche più antiche utilizzate micorizzare, consiste nel spargere i tartufi al culmine della loro maturazione (o marci) sul terreno in prossimità dei semi da poco germinati. Questo metodo ancora adesso utilizzato è da considerarsi rischioso, se la terra non è stata sterilizzata in modo da eliminare funghi e microrganismi che possono danneggiare le spore. Chiaramente sterilizzare un campo non è pensabile. Per scongiurare questa eventualità consigliamo questo procedimento:

  1. Preparare il terreno e sterilizzarlo a vapore: Per la sterilizzazione casalinga della terra occorre o la vaporiera oppure una pentola e uno scolapasta, riempite lo scolapasta con la terra,
    mettete dell’acqua nella pentola e adagiateci sopra lo scolapasta (l’acqua non deve toccare la terra). Accendete il fuoco fate bollire per 2/4 ore coprendo con un coperchio, a fine procedimento mettete lo scolapasta in un posto asciutto e pulito per raffreddare il tutto.
  2. I vasetti: Prendete dei vasetti della dimensione che preferite tendendo conto che le nostre piantine dovranno rimanerci per un minimo di 6 o 7 mesi, lavatele accuratamente e immergetele nell’Amuchina per sterilizzarle.
  3. I semi: Chiaramente occorrono i semi di un albero simbionte idoneo a tale scopo. Prendete i semi ed immergeteli nell’Amuchina per disinfettarli (circa 24 ore) prima della semina.
  4. I tartufi: Prendete i tartufi e lavateli accuratamente della terra poi passateli velocemente su una fiamma ardente in modo da sterilizzarlo. Per conservarlo sterile conviene metterlo nel congelatore fino al momento in cui verrà sminuzzato, immerso in acqua distillata (reperibile in farmacia) e lasciato a riposare per una settimana circa.
  5. Una volta che tutte le sterilizzazioni saranno ultimate siamo pronti per micorizzare: prendete i vasetti e adagiate al suo interno della terra, inserire il seme al centro del vasetto e annaffiare con l’acqua precedentemente “tartufata” una volte alla settimana.
  6. Al compimento del sesto o settimo mese dalla semina le piantine sono pronte per la messa a dimora.

Approssimazione radicale

L’approssimazione radicale consiste nel mettere a contatto 2 o più piante di cui almeno 1 già micorizzata, le spore si attivano e vanno ad innestarsi nelle piante che ancora ne sono sprovviste, logicamente il processo è lungo e molto più rischioso dell’innesto sporale, la tecnica per eccellenza direi che sia l’innesto miceliare ma non è possibile svolgerlo in casa essendo una tecnica che prevede l’uso di apparecchiature specifiche ma torniamo a noi, l’appossimazione radicale di per se è la tecnica che la natura utilizza, basta pesare a come tutte le piante nelle tartufaie naturali sono riuscite nel corso degli anni a produrre il tartufo. Ma come si svolge in casa?

  1. Contenitore: Occorre una vecchia vasca da bagno oppure un grande contenitore, lavatelo accuratamente e disinfettatelo con L’Amuchina.
  2. Piantine micorizzate: Procuratevi 1 o più piante già micorizzate.
  3. La terra: Prendete della terra e sterilizzatela a vapore (vedi passaggio 1 dell’innesto sporale).
  4. I semi: Procurarsi dei semi di alberi simbionti appena germinati e puliteli attentamente dalla terra.
  5. Procedimento: Depositare la terra nella vasca da bagno e ponetevi al centro le piante micorizzate. Adagiare delicatamente tutti i semi a formare un cerchio attorno alle prime. Bagnate frequentemente ma senza far depositare l’acqua sul fondo. Il processo può durare anche 1 anno.

 N.B. Per sapere il periodo giusto per la “semina” consultare il seguente link:
calendari delle operazioni colturali per ogni specie

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