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Innesto di Castagno su Quercia per una tartufaia multi-colturale

Innesto di Castagno su Quercia per una tartufaia multi-colturale

Innesto di Castagno su Quercia – E’ arrivato l’autunno e come si sa è tempo di castagne, ma non è a scopo gastronomico che ho voluto scrivere questo articolo, come si sa tra le molteplici cause che allontanano le persone dalla tartuficoltura la più comune è il tempo che occorre ad una tartufaia ad entrare in produzione. Per questo motivo molti si stanno adoperando ad effettuare impianti multi-colturali, come nel caso della lavanda o dell’asparago selvatico.
Ed è proprio durante una delle tante ricerche a riguardo che sono “inciampato” sull’innesto del Castagno su Quercia. E’ un argomento che mi ha tanto affascinato e che affonda le sue radici nella storia, “sposare” delle roverelle con il castagno, che appartengono alla stessa Famiglia botanica, le Fagacee.

L’innesto di Castagno su Quercia
(Dal sito Francese: greffer)

La possibilità di innestare il castagno (Castanea sativa) sulla quercia è menzionata fin dai più antichi trattati di innesto. Praticato marginalmente per lo più  come curiosità, l’innesto di castagno su quercia avrebbe vissuto un risveglio nel diciannovesimo secolo, di fronte al flagello della malattia dell’inchiostro. Ricaduta nel dimenticatoio con l’uso di ibridi di castagno giapponesi come portainnesti, questa tecnica potrebbe essere apprezzata nel caso si volesse impiantare una coltivazione di castagni in un terreno calcareo.

Si possono trovare riferimenti storici nei seguenti documenti:

  • Charles BALTET “L’arte dell’innesto” (XIX secolo);
  • Eugène GUEDAN “Giardiniere provenzale”, casa editrice Tacussel (XIX-XX secolo);
  • Méline, giardiniere capo dell’Orto Botanico di DIJON, nel GROWER 1843;
  • Castagna innestata su quercia nel giardino botanico di Digione del signor Weber – Côte d’Or, 1867;
  • “INNESTO DI CASTAGNA SU QUERCIA”, in Almanacco o annuario dell’orticoltore Nantais, 1854;
  • E. MARQUET, Società agricola della Dordogna, 1881 “DEL GRAFT DI CHATAIGNIER SULLA ROVERE”;
  • BINON J. Ricostituzione dei castagneti mediante l’innesto di castagno su rovere. 1909;
  • Mr. Tricaud, studente della Horticultural School of Versailles, 1913;
  • Charles Le Gendre, Scientific Review of Limousin, 1931;
  • Mr. TRICAUD, vivaista, “CASTAGNO E NOCE”, 1942;
  • E. Langevin e Jean Noel, “Il trapianto di alberi e arbusti”, edizioni Rustica (1962);
  • “Studio anatomico sull’innesto di un castagno su quercia” Annales des Sciences Forestières, 1972.

Tra i tanti documenti visionati la tecnica che più mi ha incuriosito è la seguente: 

L’innesto “germogliare”

In natura, la ghianda invia una radice al suolo. Si indurisce molto rapidamente e rilascia esternamente le tigelle. Quest’ultimo lignifica molto rapidamente al colletto; Ed è a questo livello che l’innesto viene eseguito su un’area meno fragile di quanto sembri.

Questa tecnica non è un’esclusiva Francese come a questo punto si potrebbe pensare, questo gigante dalla età secolare è un castagno innestato su roverella situato in Italia (Cassano delle Murge). Nella foto sopra a destra si vedono chiaramente in basso i germogli di roverella e poco più in alto i germogli di castagno (Fonte).