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Roddi: il borgo dei tartufi

Roddi: il borgo dei tartufi

Roddi – A pochi chilometri da Alba sorge un borgo medievale, Roddi, dominato da un meraviglioso castello che per molti decenni è stato lasciato semi incustodito, cosicché il degrado progressivo ha rischiato di fare scomparire questo piccolo gioiello.

Recentemente, gli amministratori comunali di Roddi hanno avviato il recupero architettonico dell’intero borgo e, allo stesso tempo, hanno individuato nel tartufo l’elemento attrattivo per le migliaia di turisti che ogni anno si recano in vacanza sulle colline delle Langhe e del Roero.

Perché il tartufo a Roddi? Perché Roddi, da oltre un secolo e mezzo, è un luogo in cui si addestrano cani da tartufo. Qui, intorno al 1880, un certo Antonio Monchiero fondò una vera e propria Scuola per cani da tartufo.

A partire dagli anni ’30 questa Scuola, sotto la guida di Giovanni Battista Monchiero, detto Barot, diventò famosa in tutto il mondo grazie alle visite di giornalisti italiani e stranieri, che giungevano nelle Langhe attratti dalla fama del Tuber magnatum Pico, il pregiato tartufo bianco autunnale.

Nel 1933 la rivista L’Illustrazione Italiana dedicò un lungo articolo alla Scuola per cani da tartufo di Roddi. Un’altra prestigiosa rivista, Epoca, dedicò un articolo a Barot nel 1951. Ma la consacrazione definitiva di Roddi avvenne nel 1953, quando L’Illustrazione Italiana pubblicò un articolo a firma del celebre reporter Robert Littell. Quell’articolo, ripubblicato sul Reader’s Digest Magazine e su altre riviste, fece il giro del mondo. Nel 1957, in seguito ad un documentario di Mario Soldati girato a Roddi per la RAI, uscì un articolo sul RadioCorriere TV che consacrò Roddi come “il borgo dei tartufi”.

A partire dall’autunno 2012 Roddi torna ad essere un importante punto di riferimento turistico per le Langhe ed il Roero grazie ad un ambizioso progetto voluto dall’Amministrazione comunale, che intende rilanciare l’immagine turistica di Roddi, “il borgo dei tartufi”.

Le strade del villaggio sotto l’antico castello si sono arricchite di installazioni permanenti dedicate alla cerca dei tartufi. Si tratta di un percorso didattico impostato in modo scenografico dall’ArtStudioLetizia, che ne è stato l’ideatore. Il progetto storico-scientifico è curato da Giordano Berti in collaborazione col Centro Nazionale Studi Tartufo.

Nella prima tappa, all’entrata del paese, s’incontra un’installazione che sottolinea il legame dei tartufi con le radici di alcune piante. Le sagome del cercatore e del suo fedele cane evocano la Scuola per cani da tartufi che ha reso celebre Roddi in tutto il mondo fin dagli anni ‘30.

Le arcate inferiori del Palazzo comunale sono abbellite con gigantografie di un paesaggio tartufigeno delle Langhe, mentre il sottoportico ospita Il Grande Libro dei Cercatori di Tartufi – The Great Book of Truffle Hunters: pagine giganti, sfogliabili liberamente dai visitatori che così possono scoprire tutti i segreti del “diamante grigio della cucina”.

Nella Sala adiacente è allestita un’esposizione di documenti inediti (riviste illustrate, incisioni, libri d’epoca) provenienti dall’Archivio Storico dei Tartufi e dedicati specificamente alla cerca dei preziosi funghi sotterranei in varie regioni europee: dall’Essex al Perigord alla Baviera, dalle Langhe alla Toscana e al Montefeltro. Questo cammeo restituisce al borgo di Roddi un respiro autenticamente internazionale.

Un affascinante video, che ha come protagonisti “il cane e il suo trifolao”, racconta in modo coinvolgente un momento cruciale della cerca.

Altrettanto interessante è “Il Cammino della Poesia” che si snoda lungo l’anello di Via Garibaldi e Via Sineo. Nel settembre 2012 è stato inaugurato il percorso poetico en-plein-air intitolato “Trifola bela, fa piasì contela”, odi antiche e moderne sui tartufi raccolte da Giordano Berti e Giovanni Tesio.

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