{"id":19610,"date":"2024-09-16T16:12:27","date_gmt":"2024-09-16T14:12:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/?p=19610"},"modified":"2024-09-16T16:20:52","modified_gmt":"2024-09-16T14:20:52","slug":"tartufo-bianco-2024-e-se-invece-fosse-la-miglior-stagione-di-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/tartufo-bianco-2024-e-se-invece-fosse-la-miglior-stagione-di-sempre\/","title":{"rendered":"Tartufo Bianco 2024: E Se invece Fosse la Miglior Stagione di Sempre?"},"content":{"rendered":"<p>Anche quest&#8217; anno la calura estiva non ha lesinato. Uno sfoggio della sua forza, che da 5 anni a questa parte \u00e8 divenuta una peculiarit\u00e0. Tanto da vincere la celeberrima ritrosia nel posticipare i calendari di raccolta da parte di molteplici regioni. La prima, in ordina di tempo, \u00e8 stata la Toscana.\u00a0 Ed \u00e8 sempre quest&#8217; ultima che tradendo le aspettative ha iniziato &#8220;nottetempo&#8221; la cerca del Tuber Magnatum Pico, dando modo di monitorale il <em>polso della situazione:<\/em> <strong>Facendosi beffa di tutte le prospettive, in questa prima settimana il tartufo bianco si \u00e8 dimostrato abbondante e maturo, ma di piccole pezzature.<\/strong><\/p>\n<p>Pur rimanendo basito, una mia personalissima osservazione ha scaturito l&#8217;interesse nell&#8217;approfondire l&#8217;argomento di cui vi render\u00f2 partecipi a breve , ma non prima di avervi esposto questo piccolo aneddoto: Negli anni appena trascorsi, sempre per i motivi di cui sopra i miei alberi da frutto hanno stentato a fruttificare. In questo periodo invece, per la gioia dei miei occhi il Melograno e il Cachi\u00a0 hanno messo a dura prova le loro ramificazioni da quanto erano cariche. Eppure, questa estate, si \u00e8 dimostrata particolarmente severa, come, se non pi\u00f9 delle\u00a0 altre!?<\/p>\n<p>Ad Onor del vero, volevo tenermi per me le considerazioni di tali ricerche, poi, per\u00f2, mi sono ricordato del acredine che\u00a0 taluni\u00a0 tartufai hanno verso una qualsivoglia previsione di raccolta: questo,\u00a0 rappresenta\u00a0 un buon motivo per condividerlo.<\/p>\n<p>Un recente studio, pubblicato sul quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221; rivela come le piante abbiano saputo affrontare il problema della siccit\u00e0 e diffondersi sulla terra ferma<\/p>\n<p>Ma procediamo per gradi. Le prime piante della storia sono nate in ambiente acquatico. Erano piccole, somigliavano pi\u00f9 che altro a dei muschi e non avevano radici. Anche le prime piante vascolari (cio\u00e8 quelle dotate di un sistema di vasi per condurre l&#8217;acqua, detto xilema) erano alte pochi centimetri e sopravvivevano solo in ambienti molto umidi. Al loro interno, per trasportare acqua e sostanza nutritive, i condotti dello xilema erano organizzati come un fascio di cannucce impacchettate insieme.<\/p>\n<p>Circa 420 milioni di anni fa, per\u00f2, le piante sono cambiate: rami e radici hanno cominciato a crescere e ad evolvere e, soprattutto, la loro struttura vascolare interna si \u00e8 complicata molto. Contemporaneamente, poi, durante il periodo Devoniano le piante hanno iniziato a migrare verso l&#8217;entroterra, in regioni pi\u00f9 aride, dove per sopravvivere era fondamentale proteggersi dall&#8217;evaporazione e dalla disidratazione.<\/p>\n<p><strong>Sopravvivere alla siccit\u00e0<\/strong><br \/>\nIn condizioni di siccit\u00e0, all&#8217;interno dei vasi che trasportano acqua e nutrienti nelle piante possono crearsi delle vere e proprie\u00a0embolie, cio\u00e8 delle bolle d&#8217;aria (o vapore) che impediscono all&#8217;acqua di risalire attraverso le radici. Queste bolle possono diffondersi all&#8217;interno del sistema vascolare e ostruire qualunque condotto, fino a portare alla morte dei tessuti e dell&#8217;intera pianta.<\/p>\n<p>Nello studio, gli scienziati hanno visto che un sistema semplice di vasi come quello primitivo non \u00e8 in grado di fermare il propagarsi delle embolie ed \u00e8 quindi inadatto a sostenere il nutrimento di una pianta in condizioni di scarsit\u00e0 idrica. Questa \u00e8 stata la sfida pi\u00f9 grande che le piante hanno dovuto affrontare per uscire dalla loro nicchia ambientale e diffondersi.<\/p>\n<p><strong>La formazione di reti complesse<\/strong><br \/>\nSimulando la propagazione delle bolle d&#8217;aria all&#8217;interno di reti vascolari semplici e complesse, prese da piante moderne e da piante estinte ritrovate nei reperti fossili, gli scienziati hanno notato come le possibilit\u00e0 di sopravvivenza e di nutrimento per le piante dipendessero strettamente da queste. Quando le cannucce che compongono il sistema vascolare di una pianta sono organizzate in schemi pi\u00f9 complessi e separati fra loro, infatti, le bolle d&#8217;aria hanno meno vicini verso cui diffondersi e la pianta \u00e8 in grado di isolare i vasi ostruiti e trarre nutrimento dagli altri. Una vera e propria strategia di sopravvivenza. Nel corso della storia piante diverse hanno poi adottato soluzioni diverse, creando la grande variet\u00e0 nelle forme vascolari che si pu\u00f2 osservare ancora oggi. Quelle che non ci sono riuscite, invece, si sono estinte<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.andareatartufi.it\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-11635 size-full\" src=\"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/gif-700x500.gif\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"499\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest&#8217; anno la calura estiva non ha lesinato. Uno sfoggio della sua forza, che da 5 anni a questa parte \u00e8 divenuta una peculiarit\u00e0. Tanto da vincere la celeberrima ritrosia nel posticipare i calendari di raccolta da parte di molteplici regioni. La prima, in ordina di tempo, \u00e8 stata la Toscana.\u00a0 Ed \u00e8 sempre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19617,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[137],"class_list":["post-19610","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-tartufo","tag-il-tartufo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19610","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19610"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19610\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19616,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19610\/revisions\/19616"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}