{"id":15125,"date":"2020-06-15T17:26:05","date_gmt":"2020-06-15T15:26:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/?p=15125"},"modified":"2020-06-17T17:19:11","modified_gmt":"2020-06-17T15:19:11","slug":"le-caratteristiche-fondamentali-delle-fototrappole-in-tartufaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/le-caratteristiche-fondamentali-delle-fototrappole-in-tartufaia\/","title":{"rendered":"Le caratteristiche fondamentali delle fototrappole in tartufaia"},"content":{"rendered":"\n<h4 style=\"text-align: center;\">Le caratteristiche fondamentali delle fototrappole in tartufaia<\/h4>\n<p>Le caratteristiche fondamentali delle fototrappole in tartufaia &#8211; Il problema dei furti nelle tartufaie coltivate \u00e8 una piaga che fino a qualche tempo fa sembrava irrisolvibile ma che \u00e8 stato in gran parte risolto grazie alle fototrappole. Sono difatti innumerevoli i casi di furto risolti grazie ad esse, tanto che non solo i tartuficoltori ma anche alcuni enti parco e carabinieri forestali ne hanno fatto ricorso. \u00c8 quindi legittimo affermare che volenti o nolenti che chi vuole tutelare le proprie tartufaie dovr\u00e0 fare primo o poi i conti con questa nuova tecnologia. Ma quali sono le caratteristiche essenziali per svolgere al meglio tale compito? Mettetevi comodi e leggete quanto segue.<\/p>\n<p>1. <strong>Qualit\u00e0 delle immagini<\/strong><br \/>Come vale per tutti i dispositivi pensati per scattare foto o filmare video, anche la fototrappola va valutata primariamente a seconda della qualit\u00e0 delle immagini che \u00e8 in grado di offrire. Sono svariati i parametri da tenere in considerazione quando si valuta questo aspetto, che cercheremo di analizzare pi\u00f9 nel dettaglio nei paragrafi qui di seguito.<\/p>\n<p><strong>Risoluzione<\/strong><br \/>La risoluzione di una\u00a0foto\u00a0viene in genere misurata indicando i\u00a0Megapixel\u00a0(MP) da cui l&#8217;immagine verr\u00e0 composta, un valore che dipende dal\u00a0sensore\u00a0della macchina utilizzata. Ogni fotografia \u00e8 infatti composta da un numero variabile di punti, chiamati\u00a0pixel: maggiori sono i punti, pi\u00f9 definita \u00e8 l&#8217;immagine. La maggior parte delle fototrappole attualmente in commercio raggiunge una definizione che va\u00a0dai 12 ai 16 MP, uno standard comparabile a quello di molti smartphone. Anche se non si otterranno scatti adatti a stampe di alta qualit\u00e0, il risultato sar\u00e0 pi\u00f9 che sufficiente per l&#8217;utilizzo che di norma viene fatto delle fototrappole.<br \/>Per quanto riguarda i\u00a0video, invece, si utilizza di norma una diversa nomenclatura, anche se di per s\u00e9 il concetto di base non cambia. Si parla infatti di\u00a0risoluzioni verticali, ovvero che contano il numero di linee verticali che compongono l&#8217;immagine. Ormai \u00e8 molto comune lo standard\u00a01080p, anche conosciuto come\u00a0Full HD\u00a0(o FHD), anche se alcuni modelli potrebbero ancora limitarsi ai\u00a0720p\u00a0(HD-Ready).<\/p>\n<p><strong>Velocit\u00e0 di scatto<\/strong><br \/>La velocit\u00e0 di scatto \u00e8 un elemento di fondamentale importanza per una fototrappola, dato che questa \u00e8 pensata soprattutto per catturare immagini di animali o\u00a0 persone in movimento. Maggiore \u00e8 la velocit\u00e0 con cui la macchina \u00e8 in grado di effettuare uno scatto, pi\u00f9 nitida risulter\u00e0 la foto, anche nel caso in cui il soggetto ripreso si dovesse trovare nel mezzo di un movimento rapido. Per poter assicurare un buon risultato, \u00e8 necessario orientarsi su fototrappole in grado di garantire una velocit\u00e0 inferiore a un secondo (molti modelli oggi si attestano su uno standard che va da 0,2 a 0,5 secondi).<\/p>\n<p><strong>Visione notturna<\/strong><br \/>Anche questa funzione \u00e8 considerata fondamentale per una fototrappola, in particolare se la si usa come fotocamera di sorveglianza. Normalmente vengono utilizzati\u00a0LED a bassa emissione\u00a0in grado di sfruttare\u00a0raggi infrarossi\u00a0e catturare immagini sufficientemente nitide anche in completa assenza di luce. Ovviamente esiste un\u00a0raggio massimo\u00a0entro il quale sar\u00e0 possibile ottenere foto di qualit\u00e0, che raramente supera i\u00a030 m.<\/p>\n<p><strong>Flash<\/strong><br \/>A differenza della visione notturna, il flash \u00e8 un elemento che\u00a0deve essere completamente assente\u00a0da una buona fototrappola. Una forte emissione luminosa rappresenta infatti un\u00a0elemento di grande disturbo\u00a0per tutti gli utilizzi possibili di una fototrappola, sia che funga da fotocamera di sorveglianza, sia che si limiti all&#8217;osservazione e alla registrazione della vita degli animali selvatici.<\/p>\n<p><strong>Angolo di visione<\/strong><br \/>L&#8217;angolo di visione \u00e8 un ultimo elemento da considerare quando si valuta la qualit\u00e0 delle immagini di una fototrappola. In genere viene preferito un\u00a0angolo piuttosto ampio, dato che consente di monitorare uno spazio maggiore. Oggi si possono trovare modelli che vanno\u00a0dai 50\u00b0 ai 120\u00b0, ma ovviamente la scelta deve anche ricadere su un prodotto che sia adatto alle proprie esigenze: se infatti si deve controllare solo un&#8217;area ristretta, sar\u00e0 inutile dotarsi di un modello pi\u00f9 costoso che offre un angolo di visione molto ampio.<\/p>\n<p>2. <strong>Autonomia<\/strong><br \/>Uno dei maggiori punti di forza di una fototrappola \u00e8 legato proprio alla possibilit\u00e0 di lasciarla connessa per lunghi periodi di tempo senza doversi preoccupare di pile e batterie. Un primo elemento da considerare riguarda la presenza di un\u00a0sensore di movimento, che permette di mantenere il dispositivo in\u00a0standby\u00a0finch\u00e9 non sia veramente necessario attivarlo.<\/p>\n<p>Nel momento in cui non c&#8217;\u00e8 nulla da monitorare, dunque, la fototrappola rimane in uno\u00a0stato a bassissimo consumo, e sar\u00e0 cos\u00ec in grado di garantire un&#8217;autonomia molto ampia. La maggior parte dei modelli, anche di\u00a0fascia medio-bassa, pu\u00f2 raggiungere almeno i\u00a0quattro mesi in standby, mentre quelli\u00a0pi\u00f9 costosi\u00a0superano gli\u00a0otto mesi. Va per\u00f2 tenuto presente che se la fototrappola dovr\u00e0 attivarsi molto spesso questo dato potrebbe variare in modo molto sensibile. Per quanto riguarda la tipologia della\u00a0batteria, per lo pi\u00f9 si utilizzano ancora le\u00a0pile alcaline AA o AAA. In genere sono necessarie da quattro a otto pile per poter alimentare questo tipo di dispositivo: anche se ovviamente queste richiedono una spesa aggiuntiva, va contato anche che si tratta di un investimento esiguo, grazie anche all&#8217;ampia autonomia che possono assicurare. Va detto che nel caso in cui si vogliano adottare soluzioni pi\u00f9 professionale \u00e8 anche possibile dotare la fototrappola di un\u00a0pannello solare\u00a0(che tuttavia diventa difficile da mascherare) o un un\u00a0alimentatore esterno, pi\u00f9 adatto se si utilizza questo dispositivo per sorvegliare la propria casa o, in generale, una propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p><strong>Temperatura e certificazione IP<\/strong><br \/>Dato che le fototrappole vanno posizionate in spazi esterni, per lo pi\u00f9 privi di protezione, \u00e8 fondamentale che la loro scocca possa garantire\u00a0resistenza\u00a0sia all&#8217;umidit\u00e0 e alla\u00a0pioggia, sia alla\u00a0polvere\u00a0e all&#8217;intrusione da parte di oggetti solidi, oltre che a\u00a0temperature ambientali estreme. I modelli migliori possono operare\u00a0dai -20\u00b0C fino ai +75\u00b0C, mentre per quanto riguarda la protezione \u00e8 sufficiente verificare la presenza di una\u00a0certificazione IP\u00a0(International Protection).<\/p>\n<p>Leggere correttamente questa indicazione \u00e8 piuttosto semplice: la\u00a0sigla IP\u00a0viene di norma\u00a0seguita da due cifre, di cui la\u00a0prima\u00a0indica il livello di protezione dall&#8217;accesso di\u00a0parti pericolose\u00a0(dalla polvere, alla sabbia, ai corpi di piccole dimensioni), mentre la\u00a0seconda\u00a0indica la resistenza all&#8217;accesso di\u00a0liquidi\u00a0(da piccole gocce d&#8217;acqua a una completa immersione per un tempo prolungato). Nel caso in cui il prodotto non fosse dotato di una di queste caratteristiche, al posto del numero si troverebbe una\u00a0X.<\/p>\n<p>3. <strong>Memoria<\/strong><br \/>Come qualunque tipo di fotocamera digitale, anche le fototrappole richiedono l&#8217;uso di uno spazio di archiviazione dove salvare le foto e i video. Normalmente questi dispositivi permettono di utilizzare una scheda\u00a0SD\u00a0o\u00a0SDHC\u00a0delle\u00a0dimensioni massime di 32 GB, per lo meno se non si intende investire in un\u00a0equipaggiamento professionale\u00a0(in quel caso \u00e8 infatti possibile trovare anche modelli in grado di salvare\u00a0file molto pi\u00f9 pesanti).<\/p>\n<p>Talvolta un supporto di memorizzazione viene incluso nella confezione, ma difficilmente questo permette di sfruttare la capacit\u00e0 di archiviazione massima. Va inoltre considerato che la\u00a0durata delle clip video\u00a0&#8211; dati che occupano molto pi\u00f9 spazio rispetto alle singole foto &#8211; pu\u00f2 essere spesso\u00a0limitata\u00a0a pochi minuti, in modo\u00a0automatico\u00a0oppure\u00a0manuale. Questo evita che lo spazio di archiviazione venga riempito nell&#8217;arco di pochi giorni, soprattutto se si prevede di lasciare la fototrappola nella stessa posizione per diverse settimane.<\/p>\n<p>4. <strong>Facilit\u00e0 d&#8217;uso<\/strong><br \/>Un ultimo fattore da considerare prima dell&#8217;acquisto di una fototrappola riguarda la semplicit\u00e0 con cui questa pu\u00f2 essere utilizzata, anche da utenti che non hanno gi\u00e0 esperienza con questo tipo di dispositivo. Vediamo nel dettaglio alcuni elementi che rendono l&#8217;uso\u00a0di una fototrappola\u00a0pi\u00f9 agevole ed efficiente.<\/p>\n<p><strong>Accessori<\/strong><br \/>Gli accessori pi\u00f9 comuni, generalmente inclusi nella confezione, sono semplici supporti che permettono di fissare la fototrappola ad alberi, pali o altre superfici. In genere sono presenti delle\u00a0cinghie\u00a0o dei\u00a0supporti a muro, soluzioni che assicurano un&#8217;ampia flessibilit\u00e0 nel posizionamento della fotocamera. Talvolta \u00e8 anche presente un piccolo telecomando che permette di attivare il dispositivo a distanza, nel caso in cui si preferisca monitorare personalmente la scena evitando di affidarsi solo ai sensori di movimento.<\/p>\n<p><strong>Display<\/strong><br \/>Ormai la maggior parte delle fototrappole \u00e8 dotata di un\u00a0piccolo display a colori, delle dimensioni di\u00a0circa due o tre pollici, che permette all&#8217;utente di visualizzare rapidamente le immagini e i video prima di decidere se mantenere la fototrappola nella stessa posizione o eventualmente fissarla in un punto diverso. Molto spesso lo schermo \u00e8 protetto dalla scocca esterna, che pu\u00f2 essere aperta solo manualmente, cos\u00ec da assicurarne la massima protezione.<\/p>\n<p>Altre volte il rivestimento esterno \u00e8 in parte trasparente, cos\u00ec da permettere una visualizzazione ancora pi\u00f9 rapida e pratica. Notiamo infine che spesso il display \u00e8 accompagnato da una\u00a0serie di comandi\u00a0che permettono di gestire le impostazioni della fotocamera.<\/p>\n<p><strong>Connessione 2G\/3G\/4G<\/strong><br \/>Dato che spesso le fototrappole vengono posizionate in spazi potenzialmente lontani da casa, poter ricevere gli scatti e le clip video in tempo reale anche a grandi distanze pu\u00f2 essere una funzione estremamente comoda. Proprio per questo molti modelli sono dotati di un&#8217;antenna 2G, 3G o 4G, proprio come i cellulari, tramite cui la fotocamera pu\u00f2\u00a0inviare automaticamente i file\u00a0a un dispositivo selezionato, oppure a un indirizzo mail scelto dall&#8217;utente.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.qualescegliere.it\/\">qualescegliere.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.andareatartufi.it\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11635\" src=\"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/gif-700x500.gif\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"499\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":15126,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[144],"class_list":["post-15125","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tartuficoltura","tag-tartuficoltura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15125"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15141,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15125\/revisions\/15141"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andareatartufi.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}