Scorzone Estivo (Tuber Aestivum Vittadini)

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In Italia il Tuber aestivum è presente un po’ ovunque in molte regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Liguria, Trentino, Veneto) del Centro (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio) e del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria) (Mannozzi e Torini, 1984; Tamburrano, 1988). Il Tuber aestivum è capace di svilupparsi su una grande quantità di terreni formatisi da rocce madri di età geologiche molto differenti: calcari primari del Devoniano, calcari secondari del Trias e del Giuras; calcari terziari dell’Eocene, Oligocene e Miocene; sedimenti eluviali e colluviali del quaternario, con un substrato calcareo che permetta un approvvigionamento in calcio. I suoli a tartufo nero estivo presentano in genere dei profili di tipo rendzina e di tipo suolo bruno calcareo, anche se questo tartufo non teme i suoli molto superficiali, quasi bruti, su roccia madre di calcare duro; la loro tessitura è molto variabile secondo gli ambienti, ma il più sovente si presenta equilibrata.

Il Tuber aestivum può svilupparsi in mezzo alle pietre, fra gli interstizi della roccia o nelle conche, ove si è anche accumulato molto humus proveniente dalla decomposizione delle foglie. Questo tartufo predilige particolarmente terreni calco-magnesiaci, filtranti, ricchi in costituenti fini e grossolani, con struttura aerata e grumosa, e sopporta meglio che il Tuber melanosporum suoli molto più pesanti e tenaci; il tartufo nero d’estate può fruttificare in terreni ricchi d’argilla a condizione che, oltre alla presenza di calcare, la parte superficiale ove si trovano i carpofori sia molto aerata; esso rifugge dai terreni fradici preferendo quelli in cui l’umidità non sia prolungata e che si riasciughino prontamente.

L’aspetto chimico di questi suoli rivela che Tuber aestivum si sviluppa a livelli di sostanza organica molto variabili, tuttavia rispetto al nero pregiato ne sopporta contenuti più elevati, infatti è capace di svilupparsi nella lettiera ammucchiata fra le pietre. La quantità di ioni scambiabili presente nei suoli dove fruttifica lo scorzone può essere variabile, anche se esso si sviluppa generalmente su suoli ben provvisti di potassio ma molto poveri di fosforo e sufficientemente ricchi di calcio. Alcuni recenti risultati mostrano che Tuber aestivum varietà “uncinatum” è capace di fruttificare in suoli che hanno ricevuto una forte concimazione minerale (Chevalier e Frochot, 1988). Il clima gioca un ruolo meno importante nel determinare, rispetto agli altri tartufi pregiati, la distribuzione di T. aestivum che può prosperare in zone con un clima dall’influenza oceanica ma anche in quelle con un clima sensibilmente continentale.

Nei climi di montagna molto spesso T. aestivum rimpiazza il T. melanosporum al di sopra degli 800-1000 m di altitudine, ma al pari di quest’ultimo è esigente riguardo la distribuzione e l’intensità delle precipitazioni in funzione della temperatura, specialmente durante il periodo di maturazione dei corpi fruttiferi. Secondo De Ferry (1888) buone annate di produzione sono quelle in cui si verificano grosse precipitazioni in giugno, luglio e soprattutto agosto, cioè le annate in cui le messi sono rovinate dalle piogge (Gross, 1975).