Scorzone Estivo (Tuber Aestivum Vittadini)

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Corologia

Tra il 37° e il 58° parallelo di latitudine nord.

Portogallo, Spagna, Irlanda, Francia, Gran Bretagna (Scozia compresa), Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, Svezia, Lituania, Polonia, Russia, Repubblica Ceca, repubblica Slovacca Ucraina, Bulgaria, Ungheria, Romania, Serbia, Turchia, Austria, Svizzera,

Italia: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania,Basilicata, Sicilia, Sardegna.

Paesi extracomunitari: Marocco, Korea.

Insetti associati

  • Leiodes cinnamomea Panzer,
  • Agaricopagus cephalotes Schmidt,
  • Asiorestia ferruginea Scopoli,
  • Colenis immunda Sturm,
  • Suillia pallida Fall.

Coltivazione

La coltivazione di Tuber aestivum Vittad. (=T. uncinatum  Chatin) iniziata in Francia  nel 1973 si è avvalsa anche dell’esperienza fatta con la coltivazione di T. melanosporum Vittad..Chavalier & Frochot (1997b) nell’ampio volume dedicato a “La truffe de Bourgogne”, danno notizia di sperimentazioni su tartufaie coltivate in Borgogna e in Lorena effettuate per  aiutare i tartuficoltori da un punto di vista tecnico, ma ancora troppo recenti per fornire risultati pubblicabili. Essi inoltre danno indicazioni per coltivazione soprattutto per quanto riguarda la scelta del terreno, la scelta della pianta simbionte, lo schema di impianto e le pratiche colturali. Riousset et al., (2001) ritengono che i risultati della coltivazione di questo tartufo in Francia siano positivi e incoraggianti.

Per l’Italia vi sono solo indicazioni e dati ecologici per l’impianto di tartufaie coltivate a T. aestivum Vittad. in Toscana (Baglioni & Mazzei, 1998b) e indicazioni su potenziali aree per la coltivazione in Sardegna (Bencivenga, 1994b; Gregori et al., 1995) e in Lazio (Bencivenga, 1889), nonché notizie di alcune tartufaie di poca estensione già impiantate in Umbri con programmi di comunità Montane (Monaldi et al. 1990; Manna, 1992). È probabile però che i tartuficoltori singoli, autonomamente, in alcune regioni abbiano iniziato la sua coltivazione in piccole tartufaie.

L’ecologia

Studi specifici sull’ecologia del Tuber aestivum sono stati condotti da Chevalier e Frochot (1979, 1988) per le zone della Francia, ma alcune considerazioni possono ritenersi valide anche per l’Italia. Il Tuberastivum è verosimilmente la specie di tartufo commestibile più comune e diffusa in Europa, estendendosi il suo areale dall’Italia e la Spagna fino agli Stati Baltici ed all’U.R.S.S. (Gross, 1975; Chevalier, 1979).

La sua presenza è stata inoltre segnalata nell’Africa del Nord (Fischer, 1938) ed anche nella costa meridionale della Turchia (Zambonelli, 1984). L’enorme area di distribuzione del Tuber aestivum in Europa può spiegarsi con le sue esigenze edafiche e soprattutto climatiche che sono minori di quelle degli altri tartufi pregiati, anche se è difficile sapere in che misura si tratti di Tuber aestivum tipico o della sua varietà “uncinatum”; secondo Chevalier (1978) il Tuber aestivum tipico occupa soprattutto la parte meridionale del suo areale europeo, mentre Tuber aestivum var. “uncinatum” quella orientale (Germania e Paesi dell’Est).