Piante commari

Piante commari

Piante commari

Piante commari – Un elemento legato alla maggior parte delle aree di vocazione tartufigene è la presenza di specie arbustive, che non formano ectomicorrizie. Queste sono considerate “piante indicatrici” o “comari” in quanto necessitano di condizioni podologiche e micro ambientali identiche a quelle del tartufo.
Fra gli arbusti, vi sono una miriade di piante, che vivono in prossimità del simbionte tipico e sono ad esso strettamente collegate nell’eco-ambiente dei tartufi:

ROSA CANINA:

Questa pianta deve il nome canina a Plinio il vecchio, che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici.
È l’antenata delle rose coltivate.
La forma biologica di questa pianta è NP – nano-fanerofita, cioè pianta legnosa con gemme svernanti poste tra i 30 cm e i 2 metri dal suolo.
È un arbusto spinoso, alto 100 – 300 cm, con fusti legnosi glabri, spesso arcuati e pendenti, e radiciprofonde. Le spine rosse sono robuste, arcuate, a base allungata e compressa lateralmente. Le foglie, caduche, sono composte da 5-7 foglioline di 9-25 x 13-40 mm, ovali o ellittiche, con 17-22 denti sul margine. Hanno stipole lanceolate di 3 x 15 mm. I fiori, singoli o a 2-3, hanno un diametro di 4-7 cm e sono poco profumati. Hanno un peduncolo di 20-25 mm e sono generalmente superati dalle foglie. I sepali laciniati, lunghi da 15 a 18 mm, dopo la fioritura si piegano all’indietro e cadono in breve tempo. La corolla è formata grandi petali bilobi, rosati soprattutto sui lobi, di 19-25 x 20-25 mm. Gli stili, lanosi e allungati, sono fusi insieme in una colonnina cilindrica. La rosa canina fiorisce da maggio a luglio. I suoi frutti (di 1-2 cm) carnosi e colorati di un rosso vivace (cinorroidi) raggiungono la maturazione nel tardo autunno. Il suo habitat sono le boscaglie di faggio, abete, pino e querce a foglie caduche, gli arbusteti e le siepi, fino ad una quota di 1900 m. Preferisce suoli abbastanza profondi, limosi e moderatamente aridi.

GINEPRO COMUNE:

Juniperus communis L. noto come Ginepro comune è un arbusto ramoso o alberetto sempreverde, alto da 1 a 10 m, con foglie lineari-aghiformi, pungenti, riunite in verticilli di 3. La pianta è dioica con piccole infiorescenze, quelle maschili sono piccoli coni ovoidali di colore giallastro, quelle femminili sono piccoli coni di colore verdastro. I semi maturano nell’autunno successivo all’impollinazione e sono racchiusi in una pseudobacca di colore brunastro chiamata galbulo; squamosa e pruinosa, è composta da 4 squame carnose saldate tra loro contenenti da 1 a 3 semi angolosi ricchi di un olio essenziale aromatico. È un arbusto comune in luoghi aridi, incolti o boschivi fino ad altezze di 2.500 m s.l.m., con alcune sottospecie adattate alle alte quote, dalle caratteristiche bacche aromatiche di colore blu.  La coltivazione del ginepro richiede clima temperato, dalle frequenti precipitazioni estive, esposizione in pieno sole o mezz’ombra, e suolo ricco ma sabbioso o carsico. Si moltiplica con la semina o per talea di nuovi getti in primavera.

GINESTRA

Le Genisteae sono una tribù di piante appartenenti alla famiglia delle Faboideae. Con il nome comune generico di ginestra si indicano molte delle specie appartenenti a questa tribù, in particolare molte di quelle appartenenti ai generi CalycotomeChamaecytisusCytisusGenistaSpartium e Ulex.
Le Genisteae sono diffuse in Europa, nel Medio Oriente e in Nord Africa nonché nelle isole della Macaronesia.
Le specie di questa tribù hanno prevalentemente portamento cespuglioso-arbustivo.

CORNUS

I cornioli sono arbusti o piccoli alberi alti fino a 5 m. con foglie ovate ed opposte, ricoperte parzialmente da peluria su entrambe le pagine. I fiori gialli si aprono ad ombrello. I frutti, sia di un bel colore rosso corallo che anche gialli, assomigliano a piccole ciliegie oblunghe. I rami sono di colore rosso-bruno e rametti brevi, la corteccia è screpolata.
Ama terreni umidi ed ombrosi calcarei, per cui è facile trovarlo nei boschi d’alta collina o di montagna.

 CILIEGIO SELVATICO

Il ciliegio (Prunus avium) chiamato anche ciliegio degli uccelli o ciliegio selvatico è un albero appartenente alla famiglia delle Rosacee, originario dell’Europa (dalle Isole Britanniche[1] fino alla Russia, passando per Francia, Penisola Iberica, Italia, Germania fino a tutto l’est in zone montuose) e in alcune zone montane fredde dell’Asia minore (presente in scarsa misura con ecotipi leggermente differenti da quelli europei). In Italia è presente naturalmente dalle zone altocollinari sino a quelle montuose, talvolta al confine della zona tipica delle latifoglie, presentando una buona resistenza alfreddo. Assieme al Prunus cerasus esso è una delle due specie di ciliegio selvatico che sono all’origine delle varietà di ciliegio coltivato che produce tipologie di ciliegie che vanno dal graffione bianco piemontese, al Durone nero di Vignola.

PRUNO SPINOSO

Il prugnolo selvatico (Prunus spinosa L.) è un arbusto a foglia caduca della famiglia delle Rosaceae. È alto fino a 4 metri.
I fiori sono bianchi, con frutti tondi di colore blu; le foglie sono obovate, alterne e seghettate.
La fioritura avviene in genere tra marzo e aprile, mentre la maturazione dei frutti tra settembre e ottobre. È una pianta spinosa spontanea dell’Europa, Asia, e Africa settentrionale; cresce ai margini dei boschi e dei sentieri.

FUMANA 

La Fumana procumbens è un piccolo arbusto che vegeta nelle zone più basse delle montagne apuane. Non è pianta protetta e diventa molto interessante durante la fioritura.
È un genere di piante che, per lo più, crescono come arbusti in luoghi aridi e su terreni calcarei. Esso comprende una quindicina di specie distinte con circa 60 tra sottospecie, varietà e cultivar.
Esse hanno foglie strette, da ovate-lanceolate a lineari, di solito alterne e di rado opposte. I fiori hanno petali gialli e il frutto è una capsula.
praterie aride, macchie, spiagge su terreno calcareo dal livello del mare fino a 800 metri.

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