Intervista a Riccardo "tartufi" Nicosia :Il tartufaio esploratoreIntervista a Riccardo "tartufi" Nicosia -

Intervista a Riccardo “tartufi” Nicosia: Il tartufaio esploratore

4. Cosa consiglieresti a chi si avvicina a questo mondo?

Nella sola Area fiorentina vengono rilasciati più di cento abilitazioni l’anno, molti di questi aspiranti tartufai in realtà si arenano alle prime difficoltà. Consiglio di fare una profonda analisi della scelta in programma e proseguire solo se veramente motivati. L’abilitazione alla cerca allo stato attuale, non da modo di far capire al neofita cosa significa andare a tartufi, non sottolinea le difficoltà che vengono incontrate, sia durante la cerca che nella gestione, addestramento e conduzione del cane da tartufo. Diventare tartufaio può essere considerato un “modo di essere” e non fare una semplice attività all’aria aperta.
L’etica del tartufaio dovrebbe essere una parte importante nella formazione. Formazione che è sempre lasciata a se stessa, al caso, alla fortuna addirittura. Le conseguenze di questo si rivedono negli scempi in tartufaia e nell’abbandono dei cani che sempre più spesso si ritrovano negli annunci sui social. Quindi formazione, e, se la persona si sente motivata, può iniziare a praticare questa antica arte.

5. Quali sono le difficoltà maggiori che il neofita tartufaio incontra?

Senza dubbio la mancanza di metodo, sempre ammesso che siano presenti motivazione e determinazione.
Spesso il neofita si cimenta in questa passione solamente con scarse informazioni prese qua e la, rinforzate dall’ottimismo indotto dai social, da altri tartufai o venditori di cani. Se la spinta iniziale risulta forte e le motivazioni spingono ad acquistare un cucciolo e iniziare l’attività, risultano poi demotivanti gli insuccessi ottenuti dalla mancanza di metodo fino anche ad arrivare all’abbandono del progetto iniziale. A mio avviso merita ponderare meglio le scelte, prendere tempo e valutare bene quello che si ha intenzione di fare.
E’ un vero progetto, dove l’obiettivo finale è diventare un tartufaio seguendo un iter preciso e consolidato. Va da se che il metodo va appreso da persone competenti in grado si seguire nel tempo gli sviluppi del progetto. Solo così non si rischia l’insuccesso, l’abbandono del progetto e, non da ultimo ritrovarsi un cane da compagnia e non da tartufi.

6. A tal proposito hai qualche aneddoto da raccontarci?

Ricordo di aver conosciuto un ragazzo che con scarse nozioni acquistò un cucciolo e provò ad addestrarlo nella cerca dei tartufi. Dopo diversi mesi di tentativi e continui occultamenti di tartufo abbandonò l’impresa ormai ritenuta impossibile. Tramite amicizie comuni mi contattò per sapere se ci fossero ancora possibilità di recuperare sia il cane che la persona. Ebbene, dopo un accurata raccolta di informazioni circa il vissuto del binomio, compilai un piano di recupero che coinvolgesse cane e proprietario. L’obiettivo finale era quello: riuscire ad essere autonomi e competitivi in tartufaia naturale. Impostati gli obiettivi intermedi iniziammo il lavoro che durò circa tre mesi. Ci sentivamo spesso, aggiustando con piccoli interventi ogni problema che il binomio incontrava. Nel corso di un anno, il binomio trovò tutti i tipi di tartufo che le stagioni presentavano, adesso, quel cane e quel proprietario sono un binomio perfetto, formato e competitivo a livello professionistico.

7. Quali sono le doti che deve avere un Vero tartufaio per definirsi tale?

Andare a tartufi significa essere parte integrante di un sistema, composto da una parte dalla complicità con il cane, dall’altra la caccia, non di selvaggina ma dal frutto della simbiosi albero tartufo.

Non si diversifica molto dalla caccia, ed in realtà lo è, sostituiamo solo il tartufo alla selvaggina. Al vero tartufaio in effetti deve piacergli la cerca, non il raccogliere. Deve adottare le proprie strategie, metterle in atto, insegnarle al cane, combattere contro le intemperie e le altre insidie del bosco fino ad arrivare all’apoteosi delle sue aspettative, ovvero avere un cane che, con assoluta complicità bracca la preda, cerca di intercettarla, la scova, l’accosta e la cattura. Non ha bisogno di comandi ma di una persona che insieme a lui vaga per i boschi alla ricerca di tartufi.
Per me è questo: la cerca con il complice, mi appaga, mi fa sentire una parte del sistema natura. Poi arriviamo anche ai ritrovamenti, ma a quel punto il piacere già c’è stato mancava solo l’atto finale. Purtroppo non è possibile trasfondere la passione, posso solo insegnare il metodo e sperare in coloro che riescono a cogliere anche l’etica del buon tartufaio, prediligendo la cerca ai ritrovamenti, esaltando il rapporto del cane anziché vantarsi del tartufo più grande.

8. Come possono contattarti i nostri lettori?

Durante il mio trascorso, negli anni, si sono inevitabilmente avvicinate persone con i più svariati interessi; dai tartufai neofiti a quelli con esperienza ma con diverse problematiche, ai tour operator con i turisti, cinofili in cerca di nuove attività da proporre, buongustai alla ricerca di scoprire nuovi abbinamenti di pietanze al tartufo e poi commercianti, aspiranti venditori di tartufo, curiosi di ogni tipo ecc…

Nasce così il gruppo di Riccardotartufi (www.Riccardotartufisanminiato.it) e successivamente il circolo Toscana Tartufi che tiene insieme questa schiera di persone con un unico interesse: il tartufo.

Le finalità del circolo di fatto sono queste, formare e mantenere un gruppo di appassionati aventi uno scopo personale preciso.
I mezzi per raggiungere gli scopi sono la formazione, la ricerca, la condivisione. Nascono così i corsi, gli stage, i convegni, le cene dimostrative e altre attività collaterali come le gare di bellezza e di escavazione, nonché le escursioni di gruppo alla ricerca dei tartufi.
Il gruppo è in continua crescita sia come numero di appassionati che come tipologia di interessi. La botanica, la tartuficoltura. la micologia e la microscopia delle spore, l’attività ludico-sportiva della cerca del tartufo in simulato ed altri nuovi interessi accrescono il gruppo per una crescita comune. Come recita il motto del nostro Circolo: Divulgazione, Valorizzazione e Accostamenti della Cultura del Tartufo.