micorizzazione

Come si accerta l’avvenuta micorizzazione?

Micorizzazione:

Identificazione delle micorrize

La presenza e l’identificazione delle micorrize si accerta con le seguenti operazioni:

  1.  Si estrae la pianta dal contenitore e si lava delicatamente l’apparato radicale curando di ridurre al minimo la perdita per distacco degli apici micorrizati;
  2. Si esamina al microscopio stereoscopico l’intero apparato radicale al fine di individuare e localizzare la presenza di micorrize attribuibili al gen. Tuber e di eventuali altre forme differenziabili per caratteri morfologici e biometrici;
  3. Si effettua quindi l’analisi microscopica della/e diverse forme di micorrize rilevate per procedere all’identificazione delle specie del gen. Tuber di interesse commerciale. A tale scopo si indica la bibliografia ed alcune recenti pubblicazioni scientifiche, che hanno costituito le premesse dell’esposizione del presente metodo.

Valutazione del grado di micorizzazione di una singola pianta
Accertata la presenza delle micorrize del tartufo dichiarato si procede su ogni pianta del campione alla valutazione qualitativa e quantitativa.
A tale scopo si deve operare come segue:

  1. Si individuano nell’apparato radicale, considerato nel suo insieme, a partire dal colletto e fino alla sua estremità, due settori di uguale lunghezza: uno prossimale e l’altro distale, non considerando l’eventuale presenza di isolate e lunghe radici (fig. I);
  2. Si prelevano, da punti diversi e distanti tra loro, applicando il modello descritto in figg. 2 e 3, almeno 4 porzioni di radici nella metà prossimale dell’apparato radicale e 4 porzioni nella metà distale;
  3. A partire dalla parte prossimale al colletto di ogni porzione di radice, si contano, senza alcuna esclusione, i primi 50 apici radicali separandoli in:
    -1. micorrizati dalla specie di tartufo dichiarata
    -2. micorrizati da altre specie fungine
    -3. non micorrizati.
  4. Si calcolano, per ciascun settore e per l’intera pianta, le percentuali degli apici micorrizati dalla specie di tartufo dichiarato, degli apici micorrizati da altre specie fungine e di quelli non micorrizati, riferite al totale degli apici contati.

Criteri per la definizione della validità di una pianta micorrizata
Una pianta, per essere considerata valida ai fini della tartuficoltura, deve presentare contemporaneamente i seguenti requisiti:

  1. Percentuale di micorrize del tartufo dichiarato pari o superiore a 30;
  2.  Percentuale di apici micorrizati da funghi diversi dal tartufo dichiarato tassativamente non superiore a 15;
  3.  Differenza tra la percentuale degli apici micorrizati dal tartufo dichiarato e quella degli apici micorrizati da altri funghi pari o superiore a 20;
  4. Caratteristiche bio-morfologiche di stato vegetativo, sviluppo dell’apparato aereo e radicale e sanità rispondenti alle norme CEE per le produzioni vivaistiche forestali.

Fonte: Iltartufo Piccola guida alle norme alle procedure e ai servizi

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