Marche – Le Comunità Montane Chiudono le zone Tartufigene

Èstato trovato l’accordo tra le Unioni Montane dell’Alta Valle del Metauro e del Catria-Nerone con le associazioni tartufai dopo l’entrata in vigore del regolamento regionale sulla disciplina e regolamentazione della cerca e raccolta tartufi di tutte le specie sulle foreste demaniali della Regione Marche.

Nel nostro entroterra questa misura riguarda zone particolarmente vocate alla produzione del tartufo come quella nei dintorni di Carpegna, il demanio di Monte Vicino tra Sant’Angelo in Vado e Apecchio, quello di Montiego tra Piobbico e Urbania e quello nei dintorni di Mercatello sul Metauro.

 

 

L’ingresso e la cerca in queste aree sarà concesso dietro la richiesta d’autorizzazione presentate alle Unioni entro il 25 luglio ed in base a dei criteri già stabiliti, i permessi saranno riconosciuti entro luglio 2025, dopo la presentazione da parte dei tartufai di una partita IVA oppure di F24, in modo così da regolarizzare l’attività dal punto di vista fiscale e della rintracciabilità alimentare.

Tartufo Caccia Cacciatore Cane Maglietta

Ciccia al Tartufo Regalo perfetto per il cacciatore di tartufi, il micologo, fungaioli o chi va a funghi. Se ti piace il Tartufo affettato e olio tartufo professionale, grattugiato o anche il tartufo al cioccolato, tartufo secco, tartufo dolce allora quwsto design fa per te. Item Tartufo Caccia C…

Dopo l’accettazione delle richieste c’è da effettuare un versamento, ridotto dopo varie trattative tra le parti a 80 euro per la prima concessione ed a 40 euro per la seconda concessione.

 

 

L’Unione Montana del Montefeltro, invece, ha approvato una tariffa unica di 100 euro. Importanti attori al tavolo delle trattative sono state l’associazione Tartufai Pianta una Pianta e Spera, attiva in tutto il territorio con oltre 300 iscritti e la Tuberass, associazione dei commercianti e delle industrie di trasformazione tartufi con oltre 70 aziende consorziate: “Rivolgiamo un sentito grazie ai presidenti delle Unioni Montane e ai funzionari dei vari per la collaborazione e gli incontri tenuti. Per noi la nota positiva è che il 50% dei ricavi da questa nuova tassa verrà reinvestito sul territorio, mettendo a dimora nuove piante micorizzate d’intesa con le associazioni di categoria, una pratica importante per l’ambiente ma anche per preservare l’habitat del tartufo sempre più a rischio per vari fattori, umani e climatici. Speriamo, inoltre, che si provveda al più presto a una precisa delimitazione dei confini delle foreste demaniali con regolari tabelle”.