Basilicata – Scende l’ombra dei Brogli sulla commissione d’esami
“Il rappresentante dell’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana è stato tenuto all’oscuro di ogni fase decisionale”
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La gestione degli esami per l’idoneità alla raccolta dei tartufi in Basilicata è finita sotto i riflettori, sollevando seri interrogativi sulle procedure adottate dalla Regione. La recente sessione d’esame del 12 giugno 2025 ha segnato un punto di svolta, passando dalla tradizionale prova orale a un più moderno test a risposta multipla. Un’innovazione apprezzabile, ma che, secondo quanto denunciato, sarebbe stata attuata con una grave pecca inclusiva
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Il cuore del problema risiede nella Commissione d’esame, la cui composizione è rigidamente definita dalla Legge Regionale 35/95 e che prevede la partecipazione di esperti da diverse associazioni. Inspiegabilmente, per questa sessione cruciale, uno dei membri designati dalla Commissione è stato tenuto all’oscuro di ogni fase decisionale: il rappresentante dell’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana (AMSCIL). L’AMSCIL, è bene ricordarlo, vanta oltre un decennio di attiva collaborazione con la Regione, dedicandosi alla salvaguardia ambientale e alla diffusione di una cultura di rispetto per gli ecosistemi lucani, compreso quello tartufigeno
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Domande decise a porte chiuse,esperti lasciati fuori. La polemica si infiamma attorno alla genesi delle nuove domande a risposta multipla. Sembrerebbe che queste siano state predisposte internamente dagli Uffici Regionali, senza il necessario coinvolgimento e la validazione collegiale della Commissione al completo. Solo in un secondo momento, e solo ad alcuni membri, i quesiti sarebbero stati presentati per la seduta del 12 giugno. Questa procedura non solo ignora il principio di collegialità, cardine di ogni organismo decisionale, ma mette in discussione la stessa qualità e pertinenza delle domande, private del contributo di tutti gli specialisti del settore.
Di fronte a questa palese anomalia, il Presidente dell’AMSCIL non ha esitato a esercitare il diritto di accesso agli atti amministrativi (L. 241/1990), chiedendo di visionare la documentazione relativa alle procedure adottate per la modifica dell’esame e al suo effettivo svolgimento. L’obiettivo? Verificare la correttezza del processo, data l’esclusione del proprio rappresentante.
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Un diniego all’accesso che sa di contraddizione. La risposta del Dirigente dell’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio ha però lasciato ancora più perplessi: l’istanza di accesso è stata negata, con la motivazione che non sussisterebbe un “interesse concreto, diretto ed attuale dell’AMSCIL”. Una tesi che stride fortemente con la realtà dei fatti: la stessa Regione aveva già risposto precedentemente con una nota, fornendo dettagli sulle nuove procedure e le fasi dell’esame. Se l’interesse non c’era, perché fornire tali informazioni? Questa evidente contraddizione solleva seri dubbi sulla reale volontà di garantire trasparenza e sulla correttezza dell’operato.
Escludere un membro così rilevante da un processo decisionale che ridefinisce le basi dell’accertamento dell’idoneità per la raccolta dei tartufi non è solo un’inopportunità procedurale, ma un segnale preoccupante di chiusura verso la collaborazione e la trasparenza. Ci auguriamo che la Regione Basilicata possa al più presto chiarire la propria posizione e ristabilire un dialogo costruttivo con tutte le componenti che, da anni, contribuiscono attivamente alla tutela del nostro patrimonio naturale

