Jeffery Deaver

Jeffery Deaver – Il tartufo “Fenico” è il migliore

Jeffery Deaver – Il tartufo “Fenico” è il migliore

Jeffery Deaver –  Da Chicago a Napoli. Passando per alcuni dei bestsellers gialli più celebri al mondo: Il collezionista di ossa (2002), La stanza della morte (2012), L’ uomo del sole ( 2013), e tanti altri  suoi libri venduti in 150 nazioni e tradotti in 25 lingue diverse. Lo scrittore americano, Jeffery Deaver, ha scelto il Monastero delle Trentatrè per presentare la sua ultima fatica letteraria: Il valzer dell’ Impiccato, ambientato nella città partenopea.

E Deaver non solo sceglie il Sud per ambientare il suo romanzo, ma sceglie uno dei prodotti tipici più illustri   A pagina 69 del suo ultimo libro , l’autore dichiara  che i tartufi neri di Bagnoli Irpino “sono rinomati per il sapore ricco, a differenza dei più pallidi cugini dell’Italia centrale e settentrionale“.

Di diritto, il Tartufo nero di Bagnoli trova il suo posto d’onore come fonte d’ispirazione tra citazioni di Flaubert e Shakespeare, Umberto Eco e Carofiglio, Dumas e Giorgio Faletti, i fumetti e le fiction con Gomorra a capo.

Una vera e propria dichiarazione d’ amore. L’ autore è infatti  innamorato dell’Italia, del Sud e soprattutto del capoluogo simbolo del Mezzogiorno. “Napoli eccitante come New York”.

La città partenopea simile a New York, tutte due sono un crogiuolo di differenze, di più culture e convivenza di religioni. “Entrambe hanno un ritmo frenetico di vita”.

La descrizione di Napoli è minuziosa come quella di una guida. Durante questo soggiorno ha avuto modo di conoscere ed apprezzare il pregiato tuber che cita tra i suoi italiani prediletti: Carofiglio, Faletti, Umberto Eco; “simboli della consistenza del sapore delle cose e delle persone.”

Alla faccia di ciò che hanno affermato in questi anni sul web come ad esempio www.dissapore.com che scrive:

«Tartufo nero di Bagnoli Irpino. Il tartufo campano non spicca per le doti organolettiche, l’odore di catrame è decisamente sgradevole. Arriva a maturazione nel periodo che va da settembre a gennaio»

Oppure www.spigoloso.com:

«Tutto ciò che volevate sapere sul tartufo», dove dalla elencazione dei tartufi d’Italia manca, inspiegabilmente, il Mesentericum bagnolese.