Cavalieri del tartufo

Cavalieri del tartufo : come, quando e perchè

Cavalieri del tartufo : come, quando e perchè

Cavalieri del tartufo – C’è anche oggi modo, volendo, di essere cavaliere, non proprio come un tempo ma basato comunque sul dedicarsi con passione a un’impresa: si può far parte, per esempio, di una Confraternita di appassionati gourmet.

Certo non è come inseguire il Graal o difendere un regno, ma è un’esperienza che comporta comunque un ideale da perseguire, una cerimonia di investitura, un castello, uno stemma, l’essere degni di appartenere a un gruppo che ha come fine comune l’avere qualcosa di nobile da preservare: e poche cose sono nobili quanto il pregiatissimo tartufo bianco delle Langhe, terre diventate Patrimonio dell’Umanità Unesco. Un patrimonio di cui fa parte anche il Castello di Grinzane Cavour, dove a metà Ottocento visse per alcuni anni il conte Camillo Benso, ora diventato museo ma anche sede dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba.

Confraternita nata nel 1967 per volontà di 21 fondatori con lo scopo di« difendere e diffondere ovunque la genuina gastronomia, i tartufi, i vini e gli altri prodotti meravigliosi ed inconfondibili della terra di Alba e delle Langhe».

«Tartufo bianco? Barolo? The best». E se a pensarla così è un gruppo di cavalieri della Confrérie des Chevaliers du Tastevin (12mila nel mondo), paladini dei fantastici vini di Borgogna, incontrati durante un capitolo del loro Ordine nel castello fiabesco di Clos de Vougeot, il complimento è grandissimo. Questo è stato il mio primo incontro con il mondo delle Confraternite, araldi, tra squilli di trombe, musici e servitori in costume, severi cerimoniali, canti goliardici e fiumi di vino borgognone.

Fonte: Vanityfood

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