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L’ etica tra Tartufaio e Commerciante – Editoriale

L’ etica tra Tartufaio e Commerciante – editoriale

L’ etica – Il 2016 è ormai al termine, il nuovo anno porterà con se una nuova normativa fiscale che getterà, quanto meno all’inizio, nel caos gli addetti ai lavori, intesi questi nel senso stretto del termine Tartufai e Commercianti che ad oggi non vanno del tutto d’accordo. Complici le incomprensioni e la mancata consapevolezza di ciò che avviene dietro le quinte del commercio dei tartufi. Un’esempio eclatante è quello dell’asta del Tartufo Bianco D’Alba in cui vengono venduti esemplari di Magnatum Pico a prezzi eclatanti. Questo indigna molti tartufai che tralasciano inconsapevoli il fatto che quella è un asta di Beneficenza non sono quindi prezzi reali che i commercianti o loro stessi potrebbero raggiungere rivendendoli nel mercato nazionale o internazionale che sia.

Il rapporto si rende ancora più difficile la dove nelle fiere o nei negozi vengono venduti a prezzi a volte triplicati rispetto a quanto viene dato loro. Questo è dovuto dall’attuale normativa fiscale e non solo, per far arrivare sul mercato quel chilo di tartufo che vedete esposto il tartufo cambia 2 o 3 volte di mano, viene selezionato e ripulito. Quindi molte volte di un chilo acquistato a monte ne restano vendibili al pubblico meno della metà, perchè parte di essi nel frattempo sono marciti, troppo piccoli, o rotti, senza “considerare” il calo di peso dovuto al tartufo stesso e della spazzolatura della terra.

In Francia si sono dati un disciplinare, un vero e proprio patto tra tartufai e commercianti che stabilisce con esattezza come è da considerarsi una partita di tartufi misti, grandi, piccoli o spezzati, la contrattazione avviene nella pubblica piazza di fronte a tutti senza fare alcun mistero dei prezzi.
Qui in Italia invece si vogliono  a tutti i costi nascondere costringendo per forza di cose ad intraprendere una trattativa commerciale a ribasso, perchè se pur vero che i commercianti vogliono pagarli il meno possibile lo è altrettanto che i tartufai vogliono farseli pagare il più possibile.
Il prezzo a monte viene dettato dalle grosse aziende, chi vi è intorno paga un po’ di più per usufruire di ciò che il mercato offre. Non sempre, per non dire mai, questo corrisponde alla cifra che i tartufai vorrebbero, questo li porta sui social o sui forum oltre che nei bar o in altri luoghi di ritrovo a manifestare il loro disprezzo per i commercianti di tartufo. Ingaggiano così, sentendosene in pieno diritto, una lotta economica che li porta loro stessi a vendere a privati e a ristoratori i pezzi migliori della raccolta, dando lo scarto o poco più ai commercianti che a loro volta volendoli ripiazzare sul mercato si vedono costretti a vendere a prezzi sempre più bassi, in quanto i loro fornitori (tartufai) vendono a prezzi bassissimi ciò che loro dovrebbero rivendere e quindi a pagare alla fonte il tartufo sempre di meno.

Questo non è eticamente concepibile è al pari di chi va in cerca di tartufi senza tesserino o zappando. Da un lato abbiamo chi a cavato i tartufi e ha faticato per questo, camminando per ore in zone impervie, sotto al sole o alla neve, rischiando anche che il suo gregario venga avvelenato. Dall’altra abbiamo commercianti che devono pagare fior di quattrini allo stato che vanno ben aldilà delle spese per un tesserino, o al mantenere un cane, lo fanno perchè vendere senza una partita IVA è ILLEGALE e quindi immorale l’attuale sistema messo in atto da molti tartufai, che non solo non vogliono concorrenza nelle zone di raccolta ma vogliono anche essere padroni della parte commerciale, senza però pagarne gli scotti.

Questo è un’ambiente che sta diventando sempre più arrogante, ignorante e incivile, a danno della natura e dei cani, essi devastati e uccisi in nome di un’attività che viene definita Hobby ma che viene praticata per arricchirsi, tutto questo perchè non vi è etica .

Mi auguro per tanto che le associazioni di categoria, che tra l’altro vengono retribuite destinando loro parte del ricavato dal rinnovo dei tesserini, si applichi in modo tale da rendere più trasparente, sicuro e leale la ricerca dei tartufi.

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