2 cani da tartufo avvelenati durante una manifestazione

2 cani da tartufo avvelenati durante una manifestazione – Frosinone

2 cani da tartufo avvelenati durante una manifestazione – Frosinone

2 cani da tartufo avvelenati durante una manifestazione –  Durante la prima giornata del tartufo (questo è il nome della manifestazione) svoltasi a Pico in provincia di Frosinone sono stati avvelenati due cani da tartufo di un amico e socio dell’Asso Tartufai (Associazione nazionale tartufai Italiani) che ha patrocinato l’evento.

I partecipanti si sono recati come da programma in una tartufaia naturale della zona ed è qui che i due cani si sono imbattuti nelle esche avvelenate, tempestivamente trasportati dal veterinario sono ora fuori pericolo.
Immediata la solidarietà e l’indignazione del presidente Riccardo Germani che comunica quanto segue dalla pagina Facebook dell’associazione:

“Associazione nazionale tartufai italiani- IL TENTATO AVVELENAMENTO DEI CANI PARTECIPANTI ALLA GIORNATA DEL TARTUFO DI PICO È UNA VERGOGNA.
SIAMO VICINI ALL’ORGANIZZAZIONE. Il 16/7/’17 nel paese di Pico in provincia di Frosinone, si è svolta la giornata del tartufo, da noi patrocinata, come al solito l’obbiettivo della giornata, come quello di tutti gli eventi da noi creati o patrocinati è, e rimarrà quello di passare una bella giornata, perché no, anche con un po’ di sana competizione ma con il vero intento di passare una gradevole giornata con gli amici e il proprio cane!
Ci auguriamo che le forze dell’ordine e lente parco rintraccino al più presto i responsabili.”

Purtroppo questo non è un caso isolato, infatti è accaduto altre volte che durante gare di cani da tartufo su ring vi siano stati casi di avvelenamento, da persone del territorio che ospitano queste manifestazioni e che sono contrari,  presumibilmente allertati e infastiditi dal fatto di “ospitare” nei loro territori gruppi di tartufai forestieri.

Ringraziamo per tanto l’associazione per aver deciso di rendere pubblica questa storia, che altrimenti sarebbe finita per l’ennesima volta nel silenzio visto che chi è vittima di queste atrocità si rende complice il più delle volte, suo malgrado, del carnefice del proprio cane pur di non far conoscere le proprie zone di raccolta.